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Pinacoteca Malaspina

Abbiamo partecipato alla visita guidata alla Pinacoteca Malaspina del Castello Visconteo di Pavia, dove delle nostre compagne di classe hanno presentato alcune opere d’arte del ‘300-’400 e del periodo rinascimentale.

 

Tra queste opere ci sono delle somiglianze con alcuni quadri dei più grandi artisti italiani, tra cui Leonardo da Vinci e Giovanni Bellini.

Oltre ai dipinti si può vedere il modello ligneo del Duomo di Pavia realizzato con molta precisione, utilizzando vari tipi di legno.

Le nostre compagne hanno esposto le varie spiegazioni con molta disinvoltura e minuziosa attenzione ai dettagli. Si sono dimostrate disponibili e preparate a rispondere a qualsiasi domanda grazie a prove precedenti e alle lezioni preparatorie ricevute dalla nostra insegnante di storia dell’arte, la professoressa Cassano. Inoltre hanno saputo rendere le loro descrizioni molto interessanti affinché i partecipanti alla visita non si annoiassero.

 

Articolo a cura di:

Elisa Finotello e Giorgia Pisaniello-4^AL- Liceo “Cairoli” di Pavia

 

Museo archeologica sezione longobarda

In concomitanza con la manifestazione di "Scienza Under 18" si tiene presso la pinacoteca dei musei civici del Castello Visconteo di Pavia la mostra permanente dei reperti archeologici di età altomedievale e longobarda. A guidare la visita sono impegnati studenti delle scuole superiori. Il percorso si snoda attraverso varie sale che presentano reperti di vario tipo e funzione. A partire da oggetti di uso quotidiano come vasi e collane fino a reperti più consistenti come statue,capitelli e oggetti di arredamento, il visitatore può rendersi conto della ricchezza della capacità artistica di un popolo erronemente considerato "barbaro". L'esposizione è molto complessa e articolata e interessa un arco di tempo che va dall'epoca romana fino a quella longobarda. Il nostro percorso si è incentrato in particolare su alcuni manufatti di origine longobarda.

 

                                 CENNI STORICI

Di origine germanica, i longobardi inizialmente si spostarono alla ricerca di nuove terre da conquistare e nuovi luoghi ove stabilirsi. Nella seconda metà del secolo VI, scesero verso l'Italia penetrando nel nostro paese attraverso il Friuli nel 568.

Nel 572, dopo tre anni di assedi re Alboino riuscì a conquistare la città di Pavia. Nei decenni successivi i Longobardi organizzarono il loro regno in tanti ducati, ponendo la capitale a Pavia, sede della corte reale. A poco a poco smisero di essere un popolo nomade e mutarono anche i loro usi e costumi. Nel corso del VII secolo si convertirono al cattolicesimo costruendo edifici di culto, chiese e monasteri ancora oggi esistenti e si diedero leggi scritte grazie al re Rotari. Il loro regno terminò nel 774 quando re Desiderio fu sconfitto dai Franchi di Carlo Magno.

 

ALCUNE TESTIMONIANZE

La difficoltà oggettiva di trattare i numerosi reperti esposti impone di segnalarne in modo particolare alcuni di evidente rilievo.

Accolte in una specifica sala, riallestita del 2003, sono le testimonianze dell'architettura sacra e della sfera funeraria dell'eta altomedievale, in particolare della cultura gotica e longobarda.

La sezione più importante riguarda l'arte tra il VI e l' VIII secolo, il cui reperto più significativo e raffinato è una lastra funeraria che porta inciso il monogramma "Senator " e l'abbreviazione "BM" ovvero "benemerenti". L'ipotesi più recente sostiene che possa essere appartenuta al filosofo Severino Boezio, consigliere di Teodorico, ucciso a Pavia, le cui ossa sono conservate nella Basilica di San Pietro in Cieldoro.

La sezione che evidenzia opere di orificeria e di metallurgia presenta materiali spesso recuperati dal fiume Ticino e appartenenti  principalmente a corredi funerari.

Per l'architetturea religiosa spiccano i plutei detti "di Teodote", recinzioni presbiteriali di marmo con motivi naturalistici e in particolare quello detto "dei grifoni" e quello detto "dei pavoni".

Il primo risale alla metà del VII secolo, presenta al centro due grifoni, figure mitologiche che si abbeverano nell'albero della vita e una splendida cornice con motivi vegetali.

Il secondo ha una raffinata cornice dai rilievi bidimensionali e simmetrici che raffigurano piante e uccelli intenti a mangiare acini d'uva. Risaltano i due pavoni, simbolo cristiano di perfezione divina, che si abbeverano da un calice sul quale svetta la croce longobarda dai quattro bracci uguali.

L'elemento decorativo  accanto alla coda del pavone è rappresentato da una serie di spirali.

Quanto scritto non può essere ritenuto esauriente vista la complessità e la varietà delle testimonianze di un arte che permette di scoprire aspetti, anche insospettabili, di una cultura antica che è alla base della nostra civiltà moderna.

Articolo a cura di:
Aya Filali e Kristal Tomasini
3AL IS "A.Cairoli" - Pavia

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